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Parte Difensiva, immaginata e pronunciata da un Avvocato della Chiesa all’interno del” PROCESSO alla CHIESA” nel copione “Teatro della Mente”.Il tono sarà solenne e drammatico, volto a contestualizzare storicamente, giustificare, invocare attenuanti — senza cancellare il peso delle imputazioni, ma offrendo una contro-narrazione.


✦ DIFESA DELL’IMPUTATA ✦

Tribunale della Storia e della Memoria
Imputato: La Chiesa Cattolica, istituzione millenaria

(Le luci si spostano. Non più la voce tonante dell’Accusa, ma una voce grave, lenta, che cerca di persuadere. L’Avvocato della Difesa avanza, con un codice in mano e un crocifisso all’altro lato del tavolo.)


PREAMBOLO DELLA DIFESA

Onorevoli Giudici della Memoria,
non neghiamo che vi siano ombre, ferite, cicatrici nella storia dell’istituzione che difendo.
Ma la Giustizia, se vuole essere tale, deve ascoltare tutto: le tenebre e la luce, le colpe e i meriti, le azioni degli uomini e non solo il volto astratto dell’istituzione.

La Chiesa non è un monolite immobile, ma un organismo umano, composto da santi e peccatori, da persecutori e martiri, da carnefici e vittime.


ARGOMENTI DELLA DIFESA

1. Principio di irretroattività

(L’avvocato alza il codice e scandisce parole di legge.)
Nessun ordinamento giuridico, neppure il più severo, consente di giudicare il passato con le leggi del presente.
Gli atti compiuti nei secoli bui dell’umanità furono commessi in contesti dove la violenza religiosa non era eccezione, ma regola comune: imperi, califfati, regni tutti si macchiarono di persecuzioni.

Se colpa c’è, è colpa dell’epoca intera, non di una sola istituzione.


2. Responsabilità individuale, non collettiva

La Chiesa, nei suoi duemila anni, ha avuto papi e vescovi corrotti, ma anche figure luminose che hanno difeso i deboli.
È ingiusto condannare l’intera comunità cattolica per gli atti di alcuni.
Per ogni inquisitore vi è stato un Francesco d’Assisi; per ogni crociata, un monaco che copiava manoscritti e salvava la conoscenza; per ogni bolla di scomunica, un missionario che curava i malati e proteggeva gli ultimi.


3. Contesto storico delle Crociate e dell’Inquisizione

Le Crociate non nacquero dal puro desiderio di conquista, ma come risposta — giusta o sbagliata che fosse — a secoli di guerre, invasioni e persecuzioni reciproche.
L’Inquisizione stessa, per quanto crudele agli occhi odierni, fu un tentativo di sostituire la vendetta popolare con un tribunale, in cui almeno esisteva un processo, una difesa, un atto formale: misure barbare, sì, ma meno arbitrarie dei linciaggi e delle vendette feudali.


4. Evoluzione dell’istituzione

La Chiesa non rimase immobile. Seppe anche pentirsi e cambiare.

  • Nel 2000, sotto Giovanni Paolo II, chiese perdono ufficiale per le colpe storiche commesse da cristiani.
  • Il Concilio Vaticano II (1962–1965) sancì la libertà religiosa, il dialogo con ebrei, musulmani e non credenti.
  • Ordini religiosi hanno dato ospedale agli infermi, scuole agli analfabeti, difesa agli indigeni (es. Bartolomé de Las Casas contro gli abusi coloniali).

Non si può ridurre duemila anni di storia alla sola ombra.


5. Meriti e contributi alla civiltà

Senza la Chiesa, molta parte del patrimonio culturale antico sarebbe andata perduta: nei monasteri medievali furono preservati Aristotele, Cicerone, i classici latini e greci.
Fu la Chiesa ad aprire le prime università d’Europa (Bologna, Parigi, Oxford, Salamanca).
Fu la Chiesa ad ispirare l’arte e la musica che ancora oggi nutrono l’anima: Michelangelo, Bach, Dante, tutti debitori a quell’istituzione.


CONCLUSIONE DELLA DIFESA

(L’Avvocato depone il codice, prende il crocifisso, e guarda i Giudici.)

Onorevoli,
se condannerete la Chiesa come un’unica entità criminale, cancellerete anche le sue luci, le sue opere, le sue voci di misericordia.
Essa fu carnefice, sì, ma fu anche rifugio. Fu inquisitrice, ma fu pure madre di santi e martiri che diedero la vita per la giustizia e per i poveri.

Non chiediamo assoluzione piena.
Chiediamo una sentenza equa, che sappia distinguere tra colpa storica e merito storico, tra uomini che abusarono del Vangelo e uomini che lo incarnarono.

E se memoria deve essere, che sia memoria integrale:
perché la verità non è solo condanna, ma anche riconoscimento del bene accanto al male.

(La voce si spegne. Silenzio. Le luci si abbassano. In sottofondo un coro intona un “Kyrie eleison”.)


Vuoi che prepari adesso anche la Requisitoria Finale del Giudice della Storia, che tiri le fila fra Accusa e Difesa, emettendo una sentenza simbolica?

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