Oggi in Italia l’onere della prova nei processi per violenza sessuale resta in capo al pubblico ministero: è l’accusa che deve dimostrare che il rapporto è avvenuto senza consenso libero e attuale, non la vittima né l’imputato.
⚖️ Come funziona attualmente
- Presunzione di innocenza: ogni imputato è considerato innocente fino a prova contraria.
- Ruolo della vittima: la donna (o chi denuncia) deve presentare una querela, ma non ha l’obbligo di “provare” la violenza. La sua denuncia è un atto di responsabilità che avvia le indagini.
- Ruolo del pubblico ministero: spetta al PM raccogliere prove (testimonianze, referti medici, intercettazioni, ecc.) per dimostrare che il rapporto non era consensuale ANSA.
- Ruolo del giudice: valuta se le prove raccolte dall’accusa sono sufficienti per condannare l’imputato.
📌 Cosa cambierebbe con la legge sul consenso
La riforma dell’art. 609-bis del codice penale introduce il concetto di “consenso libero e attuale”:
- Senza un consenso chiaro, il rapporto è automaticamente considerato violenza sessuale TAG24 Il Fatto Quotidiano.
- La vittima non deve più dimostrare di aver subito violenza fisica o minacce: basta l’assenza di consenso.
- Alcuni critici (tra cui Salvini e la ministra Roccella) temono che questo comporti un rovesciamento dell’onere della prova, cioè che l’imputato debba dimostrare che il consenso c’era Open L’Unione Sarda.
🔎 Le opinioni contrastanti
- Salvini e Roccella: sostengono che la norma sia troppo discrezionale e rischi di trasformarsi in uno strumento di vendetta personale, con l’imputato costretto a dimostrare la propria innocenza L’Unione Sarda.
- Giudice Fabio Roia (Tribunale di Milano): ha definito questa interpretazione un “grave sbaglio giuridico-processuale”, ribadendo che sarà sempre il PM a dover provare l’assenza di consenso ANSA.
- Altri giuristi e giornali critici: sottolineano che la nuova norma potrebbe indebolire la presunzione di innocenza, rendendo più facile accusare senza prove solide Il Foglio.
- Attivisti e sostenitori della riforma: vedono invece un passo avanti di civiltà, perché la vittima non deve più dimostrare di aver resistito o subito violenza fisica TAG24.
🧩 In sintesi
- Oggi: l’onere della prova è dell’accusa, non della vittima né dell’imputato.
- Con la riforma: il consenso diventa centrale. Alcuni temono che ciò obblighi l’imputato a dimostrare la propria innocenza, ma i magistrati chiariscono che resta compito del PM provare l’assenza di consenso.
Vuoi che ti prepari un confronto pratico con esempi di casi giudiziari (prima e dopo la riforma) per capire meglio come cambierebbe la valutazione del consenso in tribunale?
Sources: Open ANSA Il Foglio L’Unione Sarda TAG24 Il Fatto Quotidiano


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