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Eccoti la trasformazione dei monologhi in scene dialogate, ambientate nel teatro del dibattito immaginario Il Verbo e il Vuoto. In questa versione, la tensione tra la verità approssimativa e verificabile degli atei e la verità assoluta e indimostrata dei credenti è al centro del confronto. Il tono è drammatico, ma rispettoso. La scena mostra come la ragione, pur non onnipotente, abbia una forza persuasiva superiore nel mondo tangibile.


🎭 Scena: La Clessidra del Vero

(Luci basse. Il Moderatore si alza e annuncia: “Ora, la Verità parlerà. Non quella che consola, ma quella che regge il peso del mondo.” Eva, Miriam e Padre Luca sono al centro del palco. Il pubblico è silenzioso.)


Eva (atea)

(guardando Miriam)
Tu parli di sussurri, di presenze invisibili.
Ma io parlo di dati, di esperimenti, di prove.
La gravità non ha bisogno di fede per funzionare.
La medicina non guarisce con le preghiere.
Il 90% di ciò che affermiamo è verificabile.
La vostra verità… è zero.
Zero prove. Zero riscontri. Solo speranza.


Miriam (credente)

(dolce, ma ferma)
Eppure, Eva, quel 10% che non sai…
è proprio dove abita Dio.
La scienza misura.
La fede interpreta.
Tu hai il microscopio.
Io ho il mistero.
Non sono in guerra con te.
Ma non puoi misurare tutto.
Non puoi pesare l’amore.
Non puoi calcolare il perdono.


Padre Luca (credente)

(rivolto al pubblico)
La verità assoluta non si dimostra.
Si vive.
Si sceglie.
La fede non è una formula.
È una relazione.
E anche se non posso provarla,
non è meno reale per me.


Eva

(interrompendo)
Ma questo è il punto!
La realtà non è personale.
È condivisa.
È replicabile.
Se la tua verità non può essere testata,
non è verità.
È convinzione.
E le convinzioni non bastano per costruire ponti, ospedali, diritti.


Padre Luca

(calmo)
Ma bastano per consolare chi muore.
Per dare senso a chi soffre.
Per impedire all’uomo di diventare solo macchina.


Eva

(tagliente)
Preferisco una macchina che salva vite
a un dogma che le sacrifica.
Preferisco il dubbio che evolve
alla certezza che paralizza.


Miriam

(guardando Eva con tenerezza)
E io preferisco una certezza che abbraccia
a un dubbio che isola.


(Il Moderatore si alza. La clessidra è quasi vuota.)


Moderatore

La verità approssimativa ha costruito il mondo.
La verità assoluta ha cercato di salvarlo.
Ma oggi…
solo una delle due ha portato prove.
Solo una ha mostrato il 90%.
L’altra… ha chiesto fiducia.

(Pausa. Il pubblico è invitato a riflettere.)


Eva (finale)

La verità non ha bisogno di essere amata.
Ha bisogno di essere dimostrata.
E se Dio vuole parlare,
che lo faccia con fatti.
Non con silenzi.


🔚 Fine della scena

Se vuoi, posso scrivere il finale del copione, con la decisione del pubblico e un epilogo filosofico. Oppure possiamo sviluppare una versione cinematografica o radiofonica. Vuoi continuare?

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