Ecco un monologo potente tratto dal copione teatrale Il Verbo e il Vuoto, pronunciato da Eva, l’atea filosofa, nel momento culminante del dibattito. È un discorso che sfida, commuove e invita alla riflessione.
🎙️ Monologo di Eva – “Il cielo muto”
(Luci basse. Eva si alza lentamente. Il silenzio è teso. Si avvicina al centro del palco, guarda il pubblico, poi la clessidra. Parla con voce ferma, ma vibrante.)
EVA:
Voi cercate Dio nei miracoli.
Io l’ho cercato nel silenzio.
Quando mio figlio è morto, ho gridato al cielo.
Non per fede. Per disperazione.
E il cielo… non ha risposto.
Mi hanno detto: “È il disegno di Dio.”
Disegno?
Che razza di artista disegna il dolore come firma?
Mi hanno detto: “La fede consola.”
Ma io non volevo consolazione.
Volevo verità.
E la verità non ha altari.
Ha domande.
Ha dubbi.
Ha il coraggio di dire: non so.
Voi parlate di anima.
Io parlo di coscienza.
Voi parlate di eternità.
Io parlo di tempo.
Voi parlate di salvezza.
Io parlo di responsabilità.
Se Dio esiste, è nascosto.
Se non esiste, siamo noi a doverci salvare.
Non con preghiere.
Con scelte.
Con gesti.
Con pensiero.
Io non vi odio.
Ma non vi temo.
Perché la ragione non ha crociate.
Ha ponti.
E se un giorno Dio si presenterà,
non lo accoglierò in ginocchio.
Lo guarderò negli occhi.
E gli chiederò:
“Dove eri, quando avevamo bisogno di te?”
(Silenzio. Eva si siede. La clessidra si svuota. Il pubblico resta sospeso.)
Se vuoi, posso scrivere anche il monologo di un credente, per creare un contrasto drammatico e profondo. Vuoi che continuiamo con quello di Miriam o Padre Luca?


Comments (0)