TITOLO: LA FIACCOLA DELLA RAGIONESottotitolo: Monologo civile per voce sola e coscienza collettivaAutore: [Tu puoi firmarlo]Durata: 60-75 minuti
PERSONAGGIO:
EIDON – Il Mentore Civico Umanista. Figura laica, autorevole e gentile. Maschio o femmina. Età indefinita. Tono: calmo, vibrante, empatico.
SCENA: Palco spoglio. Una sedia. Un tavolo con una candela spenta. Un libro vuoto. Luci fredde e silenzio all’inizio.
ATTO I: IL SILENZIO DEGLI DÈI
(Luci fredde. Silenzio. EIDON entra. Si ferma al centro. Osserva il pubblico in silenzio. Pausa lunga. Poi si siede.)
EIDON
(sussurrando, con calma)
Sono venuto senza dogmi.
Senza incensi, senza croci, senza minacce eterne.
Solo parole, e una domanda.
(pausa)
Quando abbiamo smesso di pensare?
(alzandosi)
Abbiamo ereditato templi vuoti e cieli pieni di silenzio.
Abbiamo guardato in alto… e non abbiamo trovato nessuno.
(calmamente, ma con fuoco crescente)
E allora abbiamo guardato dentro.
Ed è lì che abbiamo visto l’infinito.
(pausa)
Galileo non ha udito voci. Ha udito numeri.
Spinoza non ha pregato. Ha ragionato.
Ipazia non ha promesso il paradiso. Ha insegnato geometria.
(al pubblico)
Ditemi voi: cos’è più sacro di un essere umano che cerca di capire?
ATTO II: IL FUOCO NELLE MANI
(La luce cambia. Calda. Oggetti: una mappa, un piccolo globo, un quaderno. La candela viene accesa.)
EIDON
(tenendo la candela accesa tra le mani)
Questa non è una fiamma sacra.
L’abbiamo accesa noi. Con le nostre mani.
Con il nostro cervello.
(sorride leggermente)
E funziona. Anche se nessun dio la benedice.
(circola tra gli oggetti)
Etica senza Dio?
È come amare senza dover temere l’inferno.
Come aiutare senza aspettare ricompensa.
(racconta)
C’è un ragazzo. Non crede in nulla, dicono.
Ma ogni sera va a leggere con un bambino che non conosce suo padre.
Quello che fa ha più valore perché lo fa nonostante il vuoto.
(pausa. Più intimo)
La nostra morale è fragile.
Ma anche i vetri fanno passare la luce.
ATTO III: LA FIACCOLA E IL SEME
(Un albero simbolico sul fondo. Foglietti appesi. EIDON li sfoglia come pensieri sospesi. Parla con tono ispirato ma quieto.)
EIDON
(non declama, ma accompagna)
Oggi siamo qui. Non per adorare.
Ma per ricordare che siamo responsabili.
(legge alcuni pensieri appesi)
“Vivere bene è imparare a perdere senza odiare.”
“Vivere bene è dire ‘non lo so’ con gioia.”
(pausa. Guarda il pubblico.)
Io non sono più saggio di voi.
Solo… ho camminato a lungo tra le parole.
E ho imparato che nessuna è eterna.
Ma alcune valgono il peso del silenzio che ci hanno tolto.
(accende una seconda candela, la porge idealmente al pubblico)
La ragione non è fredda.
Scalda se la custodiamo insieme.
(chiude il libro vuoto. Lo posa.)
La fiaccola è accesa. Ma il cammino lo fate voi.
(Luci calano lentamente. Silenzio. Fine.)


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