In Italia esiste una forte asimmetria tra ciò che viene offerto a livello istituzionale per figure pubbliche e ciò che è disponibile per i cittadini comuni.
Provo a schematizzare:
1. Perché personalità come Napolitano, Spadolini, Rodotà, Bobbio, ecc. hanno avuto cerimonie pubbliche
- La legge italiana prevede i funerali di Stato o i funerali solenni, concessi a presidenti della Repubblica, presidenti delle Camere, presidenti del Consiglio, ministri e ad altre figure ritenute di “altissimo rilievo nazionale”.
- Per figure non istituzionali (attori, registi, intellettuali), i Comuni — soprattutto Roma con il Campidoglio — hanno spesso concesso spazi simbolici per il commiato, in quanto considerati “patrimonio culturale della comunità”.
- Non si tratta quindi di un “privilegio religioso”, ma di un riconoscimento sociale e istituzionale del ruolo pubblico della persona.
2. Perché i cittadini comuni non hanno lo stesso diritto
- La normativa italiana non impone ai Comuni di avere sale del commiato pubbliche e laiche.
- Nella maggior parte dei casi, il cittadino che non vuole un funerale religioso deve rivolgersi a una casa funeraria privata (gestita da imprese di pompe funebri), a pagamento.
- Molti Comuni non hanno mai investito in spazi pubblici laici, ritenendo che il cimitero o la chiesa bastino come “luoghi del rito”.
- Il risultato è che il cittadino ateo o non credente spesso non ha uno spazio dignitoso e gratuito per un saluto pubblico, a meno che non appartenga a una cerchia di rilievo sociale o culturale.
3. La contraddizione
- Da un lato, lo Stato e i Comuni riconoscono la pluralità religiosa e culturale (grazie anche alla Costituzione e alla giurisprudenza sul principio di laicità).
- Dall’altro, nella pratica quotidiana, la struttura pubblica per i funerali laici non esiste quasi mai.
- Quindi sì, la situazione sembra incarnare proprio l’amara ironia di Totò in “’A livella”: davanti alla morte siamo uguali, ma le istituzioni continuano a trattare in modo diverso chi ha un ruolo pubblico e chi no.
👉 In altri Paesi europei (Francia, Germania, Paesi Bassi) le sale del commiato laiche sono molto diffuse nei cimiteri comunali, come servizio pubblico universale. In Italia invece siamo ancora indietro e la pressione arriva soprattutto da associazioni come UAAR o da iniziative locali (Milano, Venezia, Trento, ecc.).
Vuoi che ti prepari un quadro sintetico delle proposte di legge e iniziative locali che in Italia hanno cercato di introdurre più diffusamente le sale del commiato pubbliche?


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