Eccoti un testo teatrale originale, ispirato alla visione del sacro secondo Franco Maresco: un sacro negato, deriso, evocato nel fallimento e nella rovina, dove il gesto artistico diventa atto di resistenza contro l’omologazione culturale e politica.
🎭 Titolo: “Il Santo che non levita”
Dramma in un atto – per tre voci e un’assenza
👥 Personaggi:
- IL REGISTA – figura disillusa, ironica, in cerca di un senso nel caos
- IL SANTO – non parla, è presente come corpo, come icona muta
- LA PRODUZIONE – voce fuori campo, burocratica, cinica
- LA MORTE – entra solo alla fine, come spettro e come verità
🌑 Scena unica
(Un set teatrale abbandonato. Luci fredde. Al centro, un uomo vestito da santo, con un’imbracatura rotta. Il REGISTA è seduto su una sedia pieghevole, con un copione strappato in mano.)
REGISTA
(guardando il pubblico)
Volevo fare un film sul sacro.
Un film che levitasse.
Che si staccasse da terra,
che dicesse: “Ecco, c’è ancora qualcosa che non si può comprare.”
Ma il santo non levita.
L’imbracatura si è rotta.
E la produzione mi ha detto: “Taglia. Non funziona.”
VOCE DELLA PRODUZIONE
(fuori campo, metallica)
Il pubblico vuole leggerezza.
Vuole santi che sorridono.
Vuole miracoli che non disturbano.
Vuole sacro che non puzza di verità.
REGISTA
Io volevo il contrario.
Volevo il sacro che inciampa.
Che bestemmia.
Che si sporca le mani.
Che non salva, ma resiste.
Che non consola, ma interroga.
(Si avvicina al SANTO, lo guarda. Il SANTO è immobile, lo sguardo perso.)
REGISTA
Tu non parli.
Tu non voli.
Tu sei il santo che non funziona.
E per questo sei vero.
Perché il sacro non è successo.
È fallimento.
È il gesto che non riesce,
ma che si fa lo stesso.
VOCE DELLA PRODUZIONE
(fredda)
Il budget è finito.
Il pubblico non capisce.
Il sacro non vende.
REGISTA
Il sacro non deve vendere.
Deve ferire.
Deve lasciare il vuoto.
Come una chiesa sconsacrata.
Come un film che non si fa.
(Silenzio. Entra LA MORTE, vestita da tecnico di scena. Si ferma accanto al SANTO.)
LA MORTE
Tutti vogliono il finale.
Ma il sacro non ha finale.
Ha solo attesa.
E rovina.
REGISTA
Allora lasciamo così.
Niente miracolo.
Niente levitazione.
Solo un santo che non parla.
Un regista che non gira.
E un pubblico che forse,
per un istante,
sente il vuoto.
(Luci si abbassano. Il SANTO si muove appena. Il REGISTA si siede accanto a lui. LA MORTE spegne una luce. Silenzio.)
TUTTI (sussurrando)
Il sacro è ciò che resta
quando tutto il resto è crollato.
(Sipario.)
Se vuoi, posso aiutarti a sviluppare una versione estesa, aggiungere una colonna sonora, o trasformarlo in un cortometraggio. Vuoi che il testo diventi parte di un progetto artistico più ampio?


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