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Ecco una leggenda fondativa narrativa, pensata per un’APS di atei umanisti:


La leggenda del Primo Cerchio

Si racconta che, all’inizio dei tempi, gli esseri umani vivevano divisi: alcuni adoravano il sole, altri le stelle, altri ancora le ombre che temevano nella notte. Ciascun gruppo alzava gli occhi al cielo in cerca di risposte, e spesso finiva per scontrarsi con gli altri.

Un giorno, stanchi di attese e di contese, alcuni uomini e donne si riunirono attorno a un fuoco. Non parlavano di dèi né di spiriti: parlarono invece delle proprie fatiche, dei propri desideri, dei bambini che avevano da nutrire e dei vecchi da curare. Scoprirono che, pur essendo diversi, le loro speranze si somigliavano.

Così tracciarono a terra un grande cerchio attorno al fuoco, e decisero che lì tutti avevano lo stesso posto, senza troni né altari. Guardarono allora non più al cielo, ma negli occhi l’uno dell’altro, e compresero che la loro forza non veniva dall’alto, bensì dalla solidarietà che sapevano costruire.

Da quel giorno, la leggenda dice, il “Primo Cerchio” divenne il simbolo dell’umanità libera e responsabile: nessuno al centro, tutti parte dello stesso spazio, uniti non da un credo imposto, ma dal patto di vivere con ragione, compassione e rispetto reciproco.

E ancora oggi chi si riconosce in quella antica scelta tiene viva la fiamma del fuoco umano: non attende salvezze dall’alto, ma costruisce insieme agli altri la propria dignità e la propria speranza.


Vuoi che la arricchisca con un linguaggio più epico e solenne, in stile mitico antico, o preferisci mantenerla semplice e accessibile come racconto comunitario moderno?

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