L’espressione “Aggressività, il cosiddetto male” è il titolo di un libro del premio Nobel Konrad Lorenz (in tedesco Das sogenannte Böse: Zur Naturgeschichte der Aggression, 1963).
Lorenz era un etologo, cioè uno studioso del comportamento animale, e con questo titolo voleva chiarire due punti fondamentali:
- L’aggressività non è “male” in senso assoluto
- L’aggressività, in natura, ha funzioni biologiche importanti: difendere il territorio, proteggere i cuccioli, stabilire gerarchie senza dover ricorrere alla lotta continua.
- È un comportamento istintivo presente anche nell’uomo, frutto dell’evoluzione.
- Il “cosiddetto male” è una definizione morale, non biologica
- Nella cultura umana, l’aggressività viene spesso associata a crudeltà o malvagità.
- Lorenz spiega invece che, se controllata e canalizzata, può avere un ruolo positivo; diventa “male” solo quando si manifesta in modo incontrollato o in contesti dove non serve.
In sintesi, Lorenz voleva dire:
L’aggressività è un istinto naturale, non una colpa morale. È il cattivo uso dell’aggressività, tipico dell’uomo moderno, che può trasformarla nel “male” di cui parliamo in senso etico.
Se vuoi, posso anche riassumerti l’argomento principale del libro in poche righe per capire meglio come lui sviluppa questa idea.


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