L’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (UAAR) è un’associazione filosofica non confessionale italiana di promozione sociale[1], nata informalmente il 19 ottobre 1987[2][3] ma costituitasi legalmente il 18 marzo 1991[2], che al 2018 dichiara 3 416 associati[4].
Nel proprio statuto[5] si definisce indipendente da qualsiasi forza politica e dichiara di avere come scopo il raggiungimento dell’effettiva laicità della Repubblica italiana – considerata ancora carente – e la diffusione delle idee atee e agnostiche. Essa analogamente e talora di concerto con associazioni affini intende rappresentare gli interessi civili e le istanze culturali di quella parte della società italiana che non si identifica in alcuna religione.[6]
L’UAAR è membro e rappresentante italiana della Federazione umanista europea (EHF), l’unione delle associazioni laico-umaniste europee con sede a Bruxelles e dell’Unione Internazionale Etico-Umanistica (IHEU), con sede a Londra. La sede legale dell’UAAR è attiva dal 18 aprile 2009[7] e si trova a Roma, mentre a livello locale è presente in oltre 50 tra circoli e rappresentanze provinciali in tutte le 20 regioni.[8]
Sin dalla costituzione di fatto avvenuta nel 1987 promuove dibattiti, manifestazioni, convegni, eventi e altre iniziative principalmente tendenti a promuovere in ogni sede la non confessionalità dello Stato e delle sue istituzioni[9]. Per quanto riguarda l’Italia persegue la completa attuazione del «principio supremo della laicità dello Stato»[10], lottando contro le discriminazioni verso atei e agnostici, richiedendo l’abolizione di ogni privilegio accordato alla religione cattolica nella società e nella scuola in particolare e adoperandosi per il superamento dell’art. 7 della Costituzione (che recepì il Concordato del 1929, poi ridiscusso nel 1984, fra Stato italiano e Santa Sede)[9].
Scopi statutari
[modifica | modifica wikitesto]Gli scopi generali dell’UAAR sono:[11]
- Tutelare i diritti civili degli atei e degli agnostici, a livello nazionale e locale, opponendosi a ogni tipo di discriminazione, giuridica e di fatto, nei loro confronti, attraverso iniziative legali e campagne di sensibilizzazione.
- Contribuire all’affermazione concreta del supremo principio costituzionale della laicità dello Stato, delle scuole pubbliche e delle istituzioni, e ottenere il riconoscimento della piena uguaglianza di fronte alla legge di tutti i cittadini indipendentemente dalle loro convinzioni filosofiche e religiose. In particolare, pretendere l’abolizione di ogni privilegio accordato, di diritto o di fatto, a qualsiasi religione, in virtù dell’uguaglianza di fronte alla legge di religioni e associazioni filosofiche non confessionali.
- Affermare, nel quadro di una concezione laica, razionale e areligiosa dell’esistenza, il diritto dei soggetti a compiere in autonomia le scelte relative alla sessualità e alla riproduzione, comprese quelle sulla interruzione volontaria della gravidanza; a stringere unioni familiari legalmente riconosciute, senza distinzioni di sesso, e a recedere dalle stesse; a determinarsi liberamente sulla propria fine vita; sostenere la libertà della ricerca scientifica, filosofica e artistica; operare perché tali diritti e libertà trovino piena sanzione ed effettiva garanzia.
- Promuovere la valorizzazione sociale e culturale delle concezioni del mondo razionali e non religiose, con particolare riguardo alle filosofie atee e agnostiche.
Presidenti onorari
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Nel IV congresso nazionale del 2001 fu istituito il comitato di presidenza dell’UAAR, organismo consultivo senza facoltà di voto composto da personalità di chiara fama, nominate dal comitato di coordinamento, l’organo direttivo nazionale. Dopo l’VIII congresso nazionale (Rimini, 3-4 novembre 2007) l’organismo ha cambiato nome, e adesso i suoi membri vengono chiamati semplicemente presidenti onorari.
Essi sono:
- Laura Balbo
- Carlo Flamigni, deceduto
- Margherita Hack, deceduta
- Danilo Mainardi, deceduto
- Piergiorgio Odifreddi
- Pietro Omodeo, deceduto
- Floriano Papi, deceduto
- Valerio Pocar
- Sergio Staino, deceduto
- Emilio Rosini, deceduto
Attività congressuale dell’UAAR
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Tutti gli organi dell’UAAR sono elettivi. In particolare il suo comitato di coordinamento nazionale viene eletto durante il congresso nazionale, di norma avente cadenza triennale. Al 2016 l’UAAR ha organizzato undici congressi, due dei quali, il quinto (2002, Firenze) per modifiche formali allo statuto e il settimo (2 luglio 2006, Bologna) per modifiche sostanziali allo stesso al fine di soddisfare i requisiti per diventare Associazione di Promozione Sociale.
Il primo e il secondo congresso, tenutisi nel 1992 a Venezia e nel 1995 a Bologna, ebbero carattere preminentemente organizzativo. Dal terzo congresso, tenutosi a Trento nel 1998, si iniziò a discutere più profondamente sulle linee-guida dell’associazione, operazione che proseguì nel corso del quarto congresso (Firenze, 2001), nel quale furono stabilite le Tesi programmatiche dell’UAAR. Esse definiscono gli scopi, le modalità d’azione e d’intervento nella vita pubblica del Paese, le relazioni con altre forze sociali quali associazioni affini, collaterali e partiti politici, il confronto con temi sociali interessanti anche se non direttamente inerenti all’attività dell’associazione (per esempio il pacifismo). Tutti temi ripresi e sviluppati poi nel corso del congresso di Firenze del 2004, che hanno messo per la prima volta l’associazione di fronte a una vastissima pluralità di posizioni, dovute al considerevole incremento delle associazioni.[12]

L’VIII congresso, svoltosi a Rimini il 3 e 4 novembre 2007, oltre a rinnovare le cariche direttive dell’associazione, inclusa la segreteria nazionale, ha riguardato un’ulteriore revisione delle Tesi: fermo restando la posizione associativa di abolizionismo dell’insegnamento della religione cattolica (IRC) e dell’Otto per mille, le discussioni più rilevanti dal punto di vista programmatico hanno riguardato possibili alternative a queste due posizioni quali l’opportunità di richiedere un insegnamento di teorie agnostiche e atee in parallelo e con le stesse modalità di finanziamento dell’IRC; per quanto riguarda l’Otto per mille, si è discusso sull’eventualità di adoperarsi per cercare di ottenere l’istituzione di una “tassa di religione” sul modello tedesco, su base totalmente volontaria e che non impegni i contribuenti che non vogliono destinare parte delle proprie tasse ad alcuna confessione religiosa. Dal voto è uscito un comitato di coordinamento con a capo Raffaele Carcano (Magenta, 1966), segretario dell’associazione, succeduto a Giorgio Villella che aveva ricoperto l’incarico di segretario dal 1999 al suddetto congresso.[13]
Il IX congresso, svoltosi a Varese il 31 ottobre e 1º novembre 2010, ha visto una sostanziale conferma del Comitato di Coordinamento uscente, alcune modifiche statutarie e la sostituzione del logo associativo[14]. L’idea originale del nuovo logo è del socio Attilio Valier, ex coordinatore del circolo di Venezia, la versione finale è una delle rielaborazioni proposte dal grafico inglese Cedric Sagne. Le lettere U e A poste una sull’altra simboleggiano l’umanismo, concetto alla base anche del logo Happy Human adottato da varie associazioni e federazioni umaniste e ribadisce come le donne e gli uomini siano la sede dei diritti in una società moderna e laica, e che la realizzazione delle loro aspirazioni dipenda da essi.[15]
Il congresso 2013 ha riconfermato Carcano alla guida e ha profondamente ristrutturato le Tesi, ora suddivise in Manifesto d’intenti[16], Obiettivi[17] e Dichiarazioni[18]. Gli scopi sociali sono stati aggiornati, esplicitando l’impegno di “affermare, nel quadro di una concezione laica, razionale e areligiosa dell’esistenza, il diritto dei soggetti a compiere in autonomia le scelte relative alla sessualità e alla riproduzione, comprese quelle sulla interruzione volontaria della gravidanza; a stringere unioni familiari legalmente riconosciute, senza distinzioni di sesso, e a recedere dalle stesse; a determinarsi liberamente sulla propria fine vita; sostenere la libertà della ricerca scientifica, filosofica e artistica; operare perché tali diritti e libertà trovino piena sanzione ed effettiva garanzia”.
Il congresso di Parma del 2016, undicesimo della storia dell’UAAR, ha eletto alla guida dell’associazione il cagliaritano Stefano Incani, candidatosi con una lista di undici nomi per il Comitato di Coordinamento tra cui molti già militanti in Comitati precedenti, segno della continuità con la precedente amministrazione. Il segretario uscente Carcano non si era ricandidato. Ai coordinatori di circolo è stata riconosciuta la rappresentanza legale limitatamente all’ambito dello stesso circolo. Tra i valori dell’UAAR sono stati aggiunti l’autodeterminazione e il metodo scientifico, mentre tra gli obiettivi ha fatto il suo ingresso la gestazione per altri (GPA).
Il dodicesimo congresso si è svolto a Rimini nel 2019. Fra le tre liste presentate da altrettanti candidati al ruolo di segretario i delegati hanno eletto quella guidata da Roberto Grendene, di Casalecchio di Reno (BO), nella quale erano presenti alcuni esponenti dell’organo dirigente uscente tra i quali lo stesso Grendene. Tale congresso ha deliberato una serie di modifiche necessarie per adeguare lo statuto a quanto disposto dal nuovo Codice del Terzo Settore e ha introdotto alcuni ritocchi e novità anche tra gli obiettivi dell’associazione, per esempio per quanto riguarda la cultura scientifica.
Il tredicesimo congresso ha avuto luogo ad Abano Terme nel 2022. Si è presentata una sola lista a sostegno del candidato segretario Roberto Grendene, che è stato di conseguenza confermato nel suo incarico.[19]
- I Congresso – Venezia, 6 dicembre 1992
- II Congresso – Bologna, 26 novembre 1995
- III Congresso – Trento, 17 maggio 1998
- IV Congresso – Firenze, 17 – 18 novembre 2001
- V Congresso – Firenze, 14 luglio 2002
- VI Congresso – Firenze, 20 – 21 novembre 2004
- VII Congresso – Bologna, 2 luglio 2006
- VIII Congresso – Rimini, 3 – 4 novembre 2007
- IX Congresso – Varese, 31 ottobre – 1º novembre 2010
- X Congresso – Roma, 2 – 3 novembre 2013
- XI Congresso – Parma, 27 – 28 marzo 2016
- XII Congresso – Rimini, 11 – 12 maggio 2019
- XIII Congresso – Abano Terme, 9 – 10 aprile 2022
Audizioni parlamentari e rapporti con le istituzioni
[modifica | modifica wikitesto]Per quanto riguarda i vari progetti di legge sulla libertà religiosa che sono stati presi in esame dal Parlamento in diverse legislature è da ricordare che l’UAAR, nella persona del proprio segretario Giorgio Villella[20], fu convocata in audizione dinanzi alla Commissione per gli Affari Sociali della Camera dei deputati nel corso della XIV Legislatura (22 ottobre 2002)[21] e, più recentemente, l’11 gennaio 2007, nel corso della XV Legislatura[22]. L’intervento dell’UAAR in entrambi i casi ha riguardato, tra l’altro, la richiesta di riconoscimento di pari diritti e dignità tra credenti e non credenti, e la parità di trattamento economico tra l’ora di religione cattolica (attualmente impartita nelle scuole statali a carico di tutta la collettività) e le ore di insegnamento alternativo (a carico del singolo istituto scolastico). Infine, sempre sullo stesso argomento, il 16 luglio 2007 l’UAAR è stata invitata a esprimere il suo parere[23] e in quella sede l’associazione ha ribadito il suo invito al Parlamento a discutere e deliberare un atto che garantisca equamente il diritto di ciascuno a professare la propria religione così come quello di atei e agnostici di non praticarne alcuna, senza alcuna differenza di status e senza assegnazione di diritti e privilegi connessi con l’appartenenza a qualsivoglia gruppo religioso.
Nel corso della XIII Legislatura, inoltre, l’UAAR fu convocata presso la citata Commissione per gli Affari Sociali in occasione della discussione (22 giugno 2000) di un progetto di legge sulla cremazione[24].
Negli ultimi anni l’UAAR si è proposta come interlocutore a vari livelli presso le istituzioni. Nel 2004 il circolo di Roma dell’associazione fu tra i firmatari del protocollo istitutivo della “Consulta per la Libertà di Pensiero e la Laicità delle Istituzioni” presso il Comune di Roma[25] e, dal 2005 il circolo territoriale di Torino ha aderito alla neonata “Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni”, patrocinata dal comune sabaudo.[26]
Il 4 luglio 2007 una delegazione della Federazione umanista europea (di cui l’UAAR ha avuto la vicepresidenza nelle vesti di Julien Houben)[27] è stata ricevuta dall’ex presidente del Parlamento europeo Hans-Gert Pöttering; l’incontro si è reso necessario al fine di ribadire il carattere laico delle istituzioni europee e un maggiore dialogo e rispetto tra credenti e non credenti.[28]
Il 26 settembre 2014 il segretario Uaar Raffaele Carcano ha partecipato a un incontro presso il ministero degli Esteri con il sottosegretario Benedetto Della Vedova[29] in occasione della presidenza di turno italiana dell’Unione Europea.
Battaglie legali avviate dall’UAAR
[modifica | modifica wikitesto]Sbattezzo
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1995 l’UAAR ha intrapreso un’iniziativa volta alla cancellazione dell’atto di battesimo considerando incostituzionale che i genitori possano “arruolare” in una confessione religiosa i propri figli quando essi sono ancora in fasce. Sia il Garante della Privacy sia il Tribunale di Padova hanno però stabilito che il battesimo, essendo un evento “storico” effettivamente avvenuto, non può essere cancellato. Da queste sentenze l’UAAR si è volta al riconoscimento legale della volontà di non essere più considerati cattolici, iniziativa che nel 1999 ha avuto parziale successo nell’utilizzare la normativa sulla privacy per tale scopo[30]
Crocifisso
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Lo stesso argomento in dettaglio: Esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche italiane.
L’UAAR ha promosso numerose azioni legali contro la presenza del crocifisso negli edifici pubblici. La più nota è quella avviata da Soile Lautsi, socia dell’Unione, che è arrivata fino alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo il 3 novembre 2009. Tale sentenza è stata poi ribaltata in 2º grado il 18 marzo 2011, quando la Grand Chambre, con 15 voti a favore e due contrari, ha assolto l’Italia accettando la tesi in base alla quale non sussistono elementi che provino l’eventuale influenza sugli alunni dell’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche[31]. L’UAAR ha sostenuto anche il ricorso del prof. Franco Coppoli, che nel 2008 si è rifiutato di tenere lezione in presenza del crocifisso, e che per questo motivo è stato sospeso per un mese.[32]. La vicenda ha visto un’importante vittoria legale dell’associazione con la sentenza 24414 del 9 settembre 2021 delle Sezioni Unite della Corte suprema di cassazione, con cui è stato dichiarato che «L’esposizione autoritativa del crocifisso nelle aule scolastiche non è compatibile con il principio supremo di laicità dello Stato. L’obbligo di esporre il crocifisso è espressione di una scelta confessionale. La religione cattolica costituiva un fattore di unità della nazione per il fascismo; ma nella democrazia costituzionale l’identificazione dello Stato con una religione non è più consentita.»[33]


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