Sì, è vero che la cosiddetta “teoria gender” non esiste come teoria strutturata e riconosciuta in ambito accademico. Il termine è stato coniato negli anni ’90 da ambienti conservatori cattolici, in particolare dal Vaticano, come strumento retorico per criticare e delegittimare gli studi di genere, il femminismo e i movimenti LGBT+.
🧠 Cosa sono gli studi di genere?
Gli studi di genere sono un campo di ricerca interdisciplinare che analizza come le identità di genere, i ruoli sociali e le relazioni tra i sessi siano costruiti culturalmente e storicamente. Non affermano che il sesso biologico non esista, ma distinguono tra sesso (biologico) e genere (sociale e culturale). Questi studi includono:
- Teoria queer: mette in discussione il binarismo uomo/donna.
- Studi sul transessualismo: distinguono tra identità di genere e sesso biologico.
- Femminismo: promuove l’uguaglianza tra uomini e donne.
🧩 Cos’è allora la “teoria gender”?
Il termine “teoria gender” è un costrutto polemico, spesso usato per:
- Screditare le politiche di parità e inclusione.
- Ostacolare l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole.
- Alimentare paure su una presunta “omologazione sessuale” o “attacco alla famiglia tradizionale”.
In pratica, è un argomento fantoccio (straw man), cioè una caricatura di idee progressiste che nessuno realmente sostiene in quei termini. Viene presentata come una minaccia ideologica, ma non corrisponde a nessuna teoria scientifica o programma politico concreto.
Se vuoi, posso mostrarti come questa retorica è stata usata in Italia o in altri paesi per influenzare il dibattito pubblico. Vuoi approfondire?


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