L’assistenza personale autogestita è un modello di supporto rivolto a persone con disabilità che consente loro di gestire direttamente i propri assistenti personali, scegliendoli, formandoli e coordinandoli in base alle proprie esigenze quotidiane, lavorative, sociali e affettive.
🧑🦽 In cosa consiste?
- Autonomia nella scelta: La persona con disabilità sceglie chi la assiste, senza dover dipendere da cooperative o servizi imposti.
- Gestione diretta del budget: Riceve un contributo economico pubblico (regionale o comunale) e lo usa per retribuire gli assistenti, secondo contratti regolari.
- Flessibilità totale: Gli orari, le mansioni e le modalità di assistenza sono decise dalla persona stessa, in base alla sua vita reale.
- Empowerment: Non è più “assistita”, ma diventa datore di lavoro e protagonista della propria esistenza.
💡 Perché è importante?
- Supera il modello assistenzialista: Non si tratta di “cura” o “sorveglianza”, ma di libertà personale.
- Favorisce l’inclusione: Permette di studiare, lavorare, viaggiare, avere relazioni, vivere da soli.
- Rispetta la dignità: La persona non è più oggetto di interventi, ma soggetto attivo.
📍 In Italia?
- Alcune regioni (come Toscana, Emilia-Romagna, Lombardia) hanno progetti pilota o contributi stabili per l’assistenza autogestita.
- L’Associazione Luca Coscioni e altre realtà come DPI Italia si battono per una legge nazionale che garantisca questo diritto a tutte le persone con disabilità.
Se vuoi, posso aiutarti a trovare informazioni su come accedere all’assistenza autogestita nella tua regione, o mostrarti testimonianze di chi la vive ogni giorno. Vuoi approfondire?


Comments (0)