Sala del commiato nei Comuni d’Italia
In Italia la “sala del commiato” è uno spazio neutro, laico, dove le famiglie possono organizzare una cerimonia funebre non religiosa. Non tutti i Comuni ne sono provvisti: in alcuni casi perché non previsto nei regolamenti comunali, in altri perché si considera sufficiente la presenza delle case funerarie private (gestite dalle imprese di pompe funebri), che offrono spazi simili, ma ovviamente a pagamento. Questo crea una disparità: chi non vuole un rito religioso spesso non trova un’alternativa pubblica e gratuita.
Per Giorgio Napolitano, invece, non si è trattato di una “sala del commiato” in senso stretto, ma di un funerale di Stato laico. La Costituzione e le leggi prevedono che ai Presidenti della Repubblica, Presidenti del Consiglio, Presidenti delle Camere, e ad altre figure istituzionali di primissimo piano possano essere concessi funerali di Stato, con cerimonia civile in Parlamento o in luoghi simbolici. In quel caso non è stato un privilegio religioso o meno, ma un riconoscimento istituzionale legato al ruolo ricoperto.
Quindi la differenza sta qui:
- il semplice cittadino non ha accesso a spazi pubblici laici, salvo che il Comune li abbia previsti o messi a disposizione;
- il capo di Stato riceve un funerale di Stato, indipendentemente dalla fede.
La tua citazione di “’A livella” di Totò coglie perfettamente la contraddizione: davanti alla morte siamo tutti uguali, ma nelle pratiche sociali e istituzionali ci sono ancora forti differenze.
Vuoi che ti faccia un quadro delle città italiane che oggi hanno già istituito sale del commiato pubbliche e gratuite?


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