Le cinquecentine sono le opere a stampa del XVI secolo (cioè pubblicate tra il 1501 e il 1600). Nella Biblioteca dei Cappuccini di Eboli, queste cinquecentine rappresentano una parte significativa del “fondo antico” a stampa, cioè testi antichi, preziosi, che fanno parte del patrimonio storico-culturale del convento.
Ecco cosa ho scoperto circa le cinquecentine nella Biblioteca dei Cappuccini di Eboli:
Cosa sono
- Sono libri stampati nel secolo XVI (cioè tra il 1500 e il 1600). Stampati con caratteri mobili, dopo l’invenzione della stampa, ma antecedenti il XVII secolo.
- Possono comprendere testi religiosi, teologici, filosofici, storici, classici, opere umanistiche, edizioni scientifiche antiche, testi liturgici, edizioni incunaboli di secolo immediatamente successivo (non incunaboli, che sono pre-1501) ecc.
Qual’è il contesto a Eboli
- La Biblioteca dei Cappuccini, dentro il Convento di San Pietro alli Marmi, custodisce oltre 15.000 titoli. (comune.eboli.sa.it)
- C’è un catalogo dedicato precisamente a queste cinquecentine: il libro La biblioteca e le cinquecentine dei cappuccini di Eboli di Rino Lauro (2019), che ricostruisce le vicende del convento, del suo patrimonio librario e pubblica il catalogo delle cinquecentine esistenti. (Libreria Universitaria)
Perché sono importanti
- Perché offrono testimonianza diretta della cultura religiosa, filosofica, scientifica, letteraria del periodo Rinascimentale e Post-Rinascimentale nell’area locale, tra Campania e dintorni.
- Permettono studi di storia del libro, di edizione, di diffusione culturale, di circolazione dei testi in Italia meridionale.
- Possono contenere anche annotazioni a margine, provenienze, stemmi, dati locali (ex libris) che permettono di ricostruire la storia del possesso del libro, delle biblioteche conventuali, delle connessioni culturali tra conventi, parroci, ordini religiosi e comunità locali.
Se vuoi, posso cercare quanti sono esattamente, qualche esempio di titolo di cinquecentina della Biblioteca dei Cappuccini di Eboli (autore/titolo/anno), così ti do un’idea concreta del tipo di opere che custodiscono. Vuoi che lo faccia?


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