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Ecco un dialogo teatrale intimo e delicato tra due persone, Luca e Sara, che racconta la trasformazione dell’amore romantico nel tempo. È ambientato in una cucina, di sera, dopo anni di convivenza. Il tono è riflessivo, tenero, sincero.


Titolo: “Ancora Noi”

(Luca è seduto al tavolo, una tazza di tè tra le mani. Sara entra, si appoggia al lavello, lo guarda.)

Sara
Ti ricordi quando ci bastava un messaggio per sentirci vivi?

Luca
Sì. E quando bastava un bacio per dimenticare tutto il resto.

Sara
Ora ci servono silenzi più lunghi. E parole più vere.

Luca
Non è che l’amore è finito. È cambiato. Ha smesso di correre, ha iniziato a camminare.

Sara
A volte inciampa. A volte si ferma. Ma resta.

Luca
Ti amo in modo diverso, lo sai?
Non come quando ti scrivevo poesie alle tre di notte.
Ma come quando ti preparo il caffè senza chiedere come lo vuoi.

Sara
Ti amo anch’io.
Non come quando tremavo al tuo sguardo.
Ma come quando ti lascio spazio, anche se vorrei stringerti.

(Silenzio. Si avvicinano.)

Luca
Abbiamo perso l’urgenza. Ma abbiamo trovato la profondità.

Sara
Abbiamo smesso di idealizzarci. E abbiamo iniziato a vederci davvero.

Luca
Eppure… siamo ancora qui.

Sara
Sì.
E questo, forse, è l’amore più vero che abbiamo mai avuto.

(Si siedono vicini. Le mani si sfiorano. Nessuna musica, solo il suono del tempo che passa.)


Se vuoi, posso adattare questo dialogo a un contesto diverso — più giovane, più ironico, più drammatico. Oppure possiamo scriverne uno insieme, partendo da una situazione che ti sta a cuore. Vuoi continuare?

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