Perché oggi il confine tra “dissenso buono” e “dissenso cattivo” è sempre più sfumato, e i media giocano un ruolo centrale nel definirlo, amplificarlo o distorcerlo. Vediamo insieme alcuni esempi contemporanei e come vengono trattati.
✅ Dissenso “buono”: difesa di diritti e verità
Questa forma di dissenso nasce per tutelare valori universali come libertà, giustizia, trasparenza. È spesso scomodo per il potere, ma necessario per la democrazia.
🔍 Esempi
- Greta Thunberg e il movimento Fridays for Future
→ Dissenso ambientale basato su dati scientifici. I media progressisti lo celebrano, quelli conservatori lo ridicolizzano o lo minimizzano. - Julian Assange e WikiLeaks
→ Ha rivelato crimini di guerra e abusi governativi. Alcuni media lo hanno definito “paladino della verità”, altri “minaccia alla sicurezza nazionale”. - Proteste delle donne in Iran (2022–2023)
→ Dissenso contro la repressione religiosa e patriarcale. I media internazionali lo hanno sostenuto, mentre quelli filogovernativi iraniani lo hanno criminalizzato.
❌ Dissenso “cattivo”: manipolazione e odio
Questo tipo di dissenso non mira a migliorare la società, ma a diffondere paura, divisione o falsità, spesso con obiettivi ideologici o di potere.
🔍 Esempi
- Movimenti anti-vax radicali
→ Hanno diffuso disinformazione durante la pandemia. Alcuni media alternativi li hanno amplificati, mentre quelli scientifici li hanno contrastati duramente. - QAnon e teorie del complotto
→ Dissenso basato su fantasie paranoiche. I media mainstream lo hanno denunciato, ma piattaforme come Telegram o 4chan lo hanno alimentato. - Assalti alle istituzioni (es. Capitol Hill, 6 gennaio 2021)
→ Presentati da alcuni media di destra come “patrioti”, da altri come “terroristi interni”.
🧠 Come i media gestiscono questa dinamica
Secondo Sociologicamente, i media digitali tendono a schematizzare e capitalizzare il dissenso, creando narrazioni prefabbricate:
- Dissenso buono → viene celebrato se compatibile con la linea editoriale
- Dissenso cattivo → viene amplificato per creare polarizzazione e engagement
In entrambi i casi, il rischio è che il dibattito venga disinnescato, come denuncia Artribune: l’arte e la cultura contemporanea spesso evitano il vero dissenso, preferendo forme “decorative” e conformiste.
🎯 In sintesi
Il dissenso è vitale, ma non tutto è legittimo o costruttivo. I media hanno il potere di definirne il significato, e spesso lo fanno in modo strumentale. Per questo è fondamentale sviluppare pensiero critico e distinguere tra chi contesta per migliorare e chi lo fa per distruggere.
Se vuoi, possiamo analizzare un caso italiano recente — come le proteste contro la ZTL, il green pass, o le manifestazioni studentesche. Ti interessa uno di questi?


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