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Testo rielaborato in forma teatrale breve, pensato per essere letto o messo in scena in una commemorazione (laica o interreligiosa).


Dialogo al cimitero

Piccola scena teatrale

Personaggi:

  • Il Credente
  • L’Ateo-umanista

Scena:
Un viale di cipressi in un cimitero italiano. È il 2 novembre. Atmosfera silenziosa, luce autunnale. Entrambi i personaggi hanno un mazzo di fiori in mano. Si incontrano davanti a una tomba.


Credente
(con tono pacato, guardando la lapide)
Ogni anno torno qui. Porto un fiore… e una preghiera.
Credo che Dio ascolti, e che le anime trovino pace in Lui.

Umanista
(deponendo lentamente i fiori)
Io non credo in un aldilà. Per me la morte è la fine.
Ma chi ho amato resta qui… nelle memorie, nei gesti che ha lasciato.

Credente
(sospira, con dolcezza)
Io penso che ci rivedremo. È questa la mia speranza.

Umanista
(guardando il cielo, poi la terra)
La mia speranza è diversa.
Sta nel sapere che la loro vita ha cambiato la mia, e quella di chi li ha conosciuti.
È così che continuano a vivere.

Credente
(sorride, annuendo)
Vedi? Alla fine non siamo così lontani.
Tu ricordi, io prego.
Ma entrambi cerchiamo un modo per dire che l’amore non muore.

Umanista
(sottovoce, posando una mano sulla lapide)
Esatto. La memoria… è il nostro eterno.

[Silenzio. Entrambi si fermano accanto alla tomba, in raccoglimento. Una leggera brezza muove i cipressi. Luci che lentamente calano.]


Vuoi che prepari una seconda versione ancora più essenziale, quasi come un dialogo poetico scandito da poche frasi, adatta a essere letta ad alta voce durante una cerimonia collettiva?

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