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Il co-parenting è una forma di genitorialità in cui due o più persone condividono la responsabilità di crescere un figlio, senza necessariamente essere una coppia romantica o convivere.


🔹 Caratteristiche principali

  • Le persone coinvolte collaborano come genitori, ma non hanno (o non hanno più) una relazione sentimentale.
  • Può nascere in contesti diversi:
    • da una separazione/divorzio → i due ex partner continuano a crescere insieme i figli;
    • da una scelta intenzionale → due amici, conoscenti o persone che si incontrano tramite piattaforme dedicate decidono di avere un figlio insieme, senza formare una coppia.
  • Si basa su accordi chiari su educazione, spese, tempo da passare con i figli, ecc.

🔹 Differenza con altri modelli

  • Non è affido condiviso (che è stabilito da un giudice dopo una separazione), ma può somigliargli se nasce dopo una rottura.
  • Non è una coppia tradizionale: il legame è genitoriale, non amoroso.
  • È diverso dall’adozione congiunta da parte di una coppia, perché qui il focus è sulla collaborazione genitoriale, anche senza essere coppia.

🔹 Esempi pratici

  • Due amici (etero o omosessuali) decidono di avere un figlio insieme tramite fecondazione assistita.
  • Una coppia omosessuale e una persona single decidono di crescere un bambino come famiglia allargata.
  • Due ex coniugi separati, ma che mantengono un rapporto sereno, continuano a praticare un co-parenting positivo.

Vuoi che ti prepari una tabella con vantaggi e difficoltà del co-parenting per avere una panoramica rapida?

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