GESU’ UOMO STORICO INCAPACE DI RISORGERE👌
Un ateo (parlando in senso ampio, cioè chi non crede nell’esistenza di Dio o rifiuta la dimensione trascendente) in genere non nega l’esistenza storica di Gesù uomo. Ecco le distinzioni più chiare:
1. Gesù come figura storica
- La maggioranza degli storici – credenti e non credenti – riconosce che Gesù di Nazareth è realmente esistito nel I secolo d.C., fu un predicatore ebreo, e morì crocifisso sotto Ponzio Pilato.
- Quindi: un ateo non nega necessariamente la storicità del “Cristo uomo”, perché ci sono fonti storiche sufficienti (cristiane e non cristiane).
2. Gesù come Cristo trascendente (Figlio di Dio, della stessa sostanza del Padre)
- Questa è una affermazione di fede maturata nella comunità cristiana e definita dogmaticamente nei Concili (Nicea, 325 d.C.: “consustanziale al Padre”).
- Un ateo nega questa dimensione divina perché rifiuta l’idea di Dio e quindi anche l’incarnazione del Figlio di Dio.
- Per lui Gesù resta un uomo, magari anche importante come maestro etico o profeta, ma non Dio fatto carne.
3. La resurrezione
- È l’elemento centrale della fede cristiana: Gesù non solo muore, ma vince la morte risorgendo.
- Per il credente: prova della divinità e garanzia di vita eterna.
- Per l’ateo: un racconto simbolico, una leggenda nata dall’esperienza e dalla fede dei discepoli, non un evento storico verificabile.
✦ Sintesi
- Storicità di Gesù uomo → la maggior parte degli atei non la nega.
- Divinità di Gesù (Cristo Dio) → un ateo la rifiuta perché implica fede nel trascendente.
- Resurrezione → vista non come fatto oggettivo, ma come mito, metafora o esperienza interiore dei primi cristiani.
Vuoi che ti prepari una tabella comparativa con la visione di credenti, atei e studiosi laici su questi tre aspetti (storicità, divinità, resurrezione)?


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