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ALLEANZA CREDENTI -NON CREDENTI PER LA PACE


🌍 1. Il problema delle multinazionali delle armi

  • Le grandi aziende del settore bellico hanno un peso enorme nelle decisioni politiche, soprattutto in paesi come gli USA, dove il cosiddetto complesso militare-industriale condiziona il Congresso e la Casa Bianca.
  • I conflitti prolungati generano enormi profitti: quindi esiste un interesse economico strutturale a non risolvere definitivamente le guerre.

🙏🤝 2. Credenti e non credenti: un terreno comune

  • I credenti in un Dio metafisico (che vedono la pace come valore spirituale e sacro) e i non credenti (che possono basarsi su principi umanisti, razionalisti o etici) condividono lo stesso interesse umano e universale nella pace.
  • La cooperazione tra le due visioni non è solo possibile, ma necessaria, perché la guerra colpisce indistintamente chiunque, senza guardare alla fede.
  • Storicamente, alcuni dei movimenti pacifisti più forti sono nati proprio dall’alleanza tra ispirazioni religiose e umaniste/laiche.

🇺🇳 3. Il ruolo dell’ONU

  • L’ONU è, in teoria, lo strumento creato per frenare guerre e militarismo. Ma ha limiti enormi:
    • il diritto di veto nel Consiglio di Sicurezza spesso blocca ogni iniziativa contro i grandi produttori o utilizzatori di armi;
    • mancanza di un vero potere coercitivo;
    • dipendenza dai contributi degli Stati membri.
  • Tuttavia, rimane l’unico foro globale riconosciuto dove la società civile può fare pressione e dove si possono promuovere trattati (es. il Trattato sul commercio delle armi del 2013).

⏳ 4. È “necessario e indilazionabile”?

  • Sì, dal punto di vista etico e umano: se non si crea un’alleanza trasversale tra credenti e non credenti per contrastare la logica del profitto sulle guerre, la situazione non cambierà mai.
  • Ma è molto difficile, dal punto di vista politico: perché gli interessi economici sono colossali e i governi stessi spesso traggono vantaggio dalle industrie belliche.

👉 In conclusione: è vero che serve un fronte comune che unisca spiritualità, etica laica e istituzioni internazionali per limitare il potere delle multinazionali delle armi. Non sarà facile, ma senza un’alleanza trasversale (credenti + non credenti + ONU + società civile) non ci sarà mai la forza sufficiente per scardinare un sistema così radicato.

Vuoi che ti elenchi alcuni esempi concreti di movimenti o iniziative già esistenti (religiose, laiche o miste) che provano a fare questo lavoro contro il commercio delle armi?

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