Ora di religione
Nel 2009 un ricorso contro i crediti scolastici e le prerogative dell’insegnante di religione, presentato insieme ad altre associazioni laiche e alcune confessioni religiose di minoranza, è stato accolto in prima istanza dal TAR del Lazio ma respinto in appello dal Consiglio di Stato.[34] In seguito a un’azione legale sostenuta dall’associazione il Tribunale di Padova ha riconosciuto, nel 2010, il diritto di ogni studente che lo chiede di vedere attivato un insegnamento alternativo all’ora di religione.[35]
Intesa con lo Stato
[modifica | modifica wikitesto]Dal 1996 l’UAAR chiede un’Intesa con lo Stato, sulla falsariga di quelle concluse con le confessioni religiose ai sensi dell’articolo 8 della Costituzione. L’associazione ritiene infatti che “il sistema di intese attribuisce alle confessioni religiose stipulanti vantaggi concreti che le pongono in posizione di forza rispetto agli atei: poiché ogni propaganda religiosa è inevitabilmente antiateistica, come la propaganda ateistica è antireligiosa, con le intese sono state attribuite alle confessioni stipulanti mezzi sostanziosi di condizionamento antiateistico. […] Poiché diamo risposte diverse alle stesse domande, vogliamo avere gli stessi diritti”. L’iniziativa è già passata per numerosi passaggi giuridici: nel 2014 è stata respinta dal TAR del Lazio, ma l’Unione ha già preannunciato ricorso.[36]
Pluralismo radiotelevisivo
[modifica | modifica wikitesto]Nel 2004 il TAR del Lazio ha respinto un ricorso dell’UAAR contro le condizioni di favore riservate dalla RAI alla Chiesa cattolica. Nel 2014 l’Agcom ha respinto un nuovo ricorso, che chiedeva un riequilibro dello spazio dedicato dalla RAI alla religione.[37]
Altre iniziative legali
[modifica | modifica wikitesto]L’UAAR fornisce assistenza agli utenti delle scuole italiane, quando queste organizzano messe o altri atti di culto in orario di lezione, inviando diffide che in genere ottengono successo. Nel 2010 il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta dell’UAAR di non fare effettuare una visita pastorale del vescovo di Padova Mattiazzo in una scuola pubblica in quanto ritenuta “culturale”.[38] Nel 2011 il Tar della Campania ha dato ragione all’Unione, stabilendo che le condizioni previste dal Comune di Torre del Greco per l’assegnazione di un “premio di maritaggio” erano discriminatorie, in quanto riservato alle sole spose cattoliche.[39]
Campagne organizzate dall’UAAR
[modifica | modifica wikitesto]Sbattezzo
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Lo stesso argomento in dettaglio: Sbattezzo.
Il 25 ottobre 2008, giorno del cinquantesimo anniversario della sentenza della Corte d’appello di Firenze con la quale il vescovo di Prato venne assolto dall’accusa di avere denigrato pubblicamente due giovani sposatisi civilmente in quanto “sudditi della Chiesa, poiché battezzati”[40], ha organizzato la prima Giornata nazionale dello Sbattezzo[41][42][43][44], a cui hanno aderito 1.032 persone[45].
Il 25 ottobre 2009 si è svolta la Seconda giornata nazionale dello sbattezzo[46][47][48], che ha visto la partecipazione di 820 persone[49].
La terza giornata nazionale dello sbattezzo si è svolta il 25 ottobre 2010[50], alla quale hanno aderito 485 partecipanti[51]. Sia nel 2009 che nel 2010 il Circolo UAAR di Roma ha effettuato lo sbattezzo nei locali del centro sociale Acrobax, presso l’ex Cinodromo di ponte Marconi.[52]
Al 2011 l’UAAR stima che siano all’incirca 20.000 le persone che si sono sbattezzate.[53]
Dal 2010 l’associazione ha attivato il sito Sbattezzati.it (precedentemente “Sbattezzo Counter”), sul quale si può pubblicare la risposta dell’autorità ecclesiastica alla propria richiesta di sbattezzo, si può anche visualizzare una “mappa” degli sbattezzi e consultare delle statistiche al riguardo. I documenti caricati, dopo la riapertura avvenuta nel 2021 per adeguamento alla normativa sulla riservatezza dei dati[54], superano il numero di millesettecento.
Ateobus
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La campagna degli autobus atei (autobus dei mezzi pubblici che propagandano tramite messaggi pubblicitari applicati sulla loro carrozzeria una visione atea della vita e del mondo) dell’associazione inglese British Humanist Association è stata importata in Italia proprio dalla UAAR, che ne ha finanziato una campagna che sarebbe dovuta partire il 4 febbraio 2009 a Genova, su alcuni autobus dell’AMT.[55]
Lo slogan della campagna (“La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona, è che non ne hai bisogno”) è stato tuttavia rifiutato dalla società concessionaria per la pubblicità, la IGPDecaux, secondo motivazioni basate sul Codice di autodisciplina pubblicitaria dell’IAPo[56]. L’UAAR ne ha allora proposto uno nuovo, (“La buona notizia è che in Italia ci sono milioni di atei. Quella ottima, è che credono nella libertà di espressione”), per la sola città di Genova, che è stato accettato. Nelle altre città l’UAAR ha tentato, senza successo, di riproporre lo slogan originale.[57]
L’associazione ha quindi deciso di proseguire la campagna tramite l’affissione di alcuni manifesti in diverse città. L’iniziativa è partita da Pescara, dove il circolo locale di Forza Nuova ha pubblicamente minacciato di rimuoverli sistematicamente.[58] Successivamente, i manifesti sono comparsi a Cernusco sul Naviglio, Venezia–Mestre, Modena, Reggio Emilia, Papozze. Qui i manifesti sono stati oggetto di rimozione e sequestro da parte dell’autorità giudiziaria, azione criticata dal sindaco del paese.
L’UAAR ha in seguito elaborato un terzo, nuovo slogan, tramite un sondaggio sul proprio sito. Tale slogan, “La buona notizia è che anche Zeus non esiste. Quella cattiva, è che solo di Zeus puoi dirlo”, è stato riproposto alla IGPDecaux, che non lo ha rigettato chiedendo però la rimozione della frase di accompagnamento alla firma: “Liberi di non credere in Dio”, richiesta respinta dall’UAAR.
La campagna si è conclusa con l’acquisto di una pagina pubblicitaria sul quotidiano Repubblica e con la realizzazione di uno spot radiofonico.[59]
Altre campagne pubblicitarie
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All’inizio del 2011 l’UAAR ha comprato un’intera pagina sui settimanali Espresso, Venerdì di Repubblica, Internazionale e Left nell’ambito di una campagna per l’ora alternativa[60], il cui slogan era “Non c’è più religione. Per chi non la vuole”.
Alla fine del 2011 ha realizzato dei maxiposter sui costi pubblici della Chiesa il cui slogan era “Con 6 miliardi l’anno, l’Italia farebbe miracoli”. A Napoli, in occasione delle celebrazioni per il santo patrono, sono stati affissi con lo slogan “6 miliardi l’anno alla Chiesa. Ecco la vera miracolata da san Gennaro”.[61]
Nel 2014 una nuova campagna, Viviamo bene senza D[62], è stata realizzata in diverse città italiane. I maxiposter riportavano la parola “Dio” con la D barrata, e il messaggio “Dieci milioni di italiani vivono bene senza D. E quando sono discriminati, c’è l’Uaar al loro fianco”.
Occhiopermille
[modifica | modifica wikitesto]A partire dal 2007, con il nome Otto per mille informati poi modificato nel 2009 con Occhiopermille, l’UAAR ha attivato una campagna di informazione sui fondi raccolti con l’Otto per mille. Lo scopo della campagna è di informare i cittadini circa il meccanismo con cui vengono assegnati questi fondi che secondo l’UAAR privilegerebbe soprattutto la Chiesa cattolica.[63][64]
Per questa campagna l’UAAR ha realizzato un video, Intervista doppia al cinque e all’otto per mille, che ha superato le 75.000 visualizzazioni su YouTube.[65]
Ora alternativa
[modifica | modifica wikitesto]Oltre all’iniziativa giuridica l’Uaar ha aperto una sezione del suo sito dedicandola “a chi (genitore, studente, insegnante), interessato alle attività formative alternative previste dalla legge, incontra difficoltà normative, finanziarie e organizzative che ne impediscono l’attuazione”, nel quale condividere risorse finalizzate all’ora alternativa. Per tale campagna sono stati realizzati anche quattro mini-spot.[66]
Eventi organizzati dall’UAAR
[modifica | modifica wikitesto]Liberi di non credereIl 19 settembre 2009 l’UAAR ha organizzato “Liberi di non credere – primo meeting nazionale per un paese laico e civile”. All’iniziativa, svoltasi a piazzale Ankara a Roma, hanno partecipato circa 500 persone[67].In un mondo senza DioTra il 5 e l’8 maggio 2011 l’UAAR ha organizzato al Palazzo Ducale di Genova un convegno internazionale sulle concezioni etiche non confessionali, in collaborazione con la Federazione Umanista Europea. Ai convegni sono intervenuti Laura Balbo, Freddy Boeykens, Gilberto Corbellini, Carlo Flamigni, Giulio Giorello, A.C. Grayling, Margherita Hack, Telmo Pievani, Nicola Piovani, Simone Pollo, Valerio Pocar[68].Scopri quanto sei cattolico?Creato nel 2011, è una piattaforma online sulla quale chi vuole verificare la propria aderenza al magistero ecclesiastico può compilare un test di ventinove domande, al termine del quale gli sarà presentato un profilo di tipologia religiosa coerente con le risposte fornite[69].Sacrosante risateA fine 2013 l’UAAR ha dato vita a Genova a una mostra di vignette satiriche sulla religione, presentando opere di Altan, Bandanax, Massimo Bucchi, Stefano Disegni, Ellekappa, Giorgio Franzaroli, Roberto Mangosi, Danilo Maramotti, Alberto Montt, Sergio Staino e Vauro. Nel 2014 la mostra è diventata itinerante toccando diverse città[70].Settimana anticoncordatariaA partire dal 2000 l’UAAR organizza un evento chiamato Settimana Anticoncordataria, che si svolge a Roma tra l’11 e il 18 febbraio: l’11 febbraio 1929 vennero firmati da Mussolini e dal cardinaleGasparri i Patti Lateranensi, mentre il 18 febbraio 1984 venne siglato il nuovo concordato, firmato da Craxi e dal cardinale Casaroli, segretario di Stato vaticano, patto che ha siglato l’abolizione della religione di Stato ma ha introdotto l’istituto dell’Otto per mille sull’IRPEF del quale l’UAAR chiede l’abolizione[71].Altri anniversari cadono in questo intervallo, tra cui quello della nascita di Charles Darwin (12 febbraio) e quello del rogo in Campo de’ Fiori a Roma di Giordano Bruno (17 febbraio 1600).La Settimana Anticoncordataria è un’occasione per discutere sulla laicità in Italia e su argomenti come la libertà di coscienza e di religione, l’autodeterminazione dell’uomo, la libertà sessuale, il ruolo femminile nella società, la libertà di ricerca scientifica, grazie anche a un comitato di presidenza onoraria dell’associazione che vede tra i suoi componenti personalità della scienza e della cultura come l’astrofisica Margherita Hack, il matematico Piergiorgio Odifreddi e l’esperto di bioetica Valerio Pocar. Dal 2004 nel corso della suddetta Settimana l’UAAR organizza, in prossimità del 12 febbraio, anche il Darwin Day, novità per l’Italia ma molto diffuso altrove nel mondo. Nel 2006 tale evento si è tenuto, sempre a cura dell’UAAR, in varie città d’Italia, tra cui Roma, Torino, Pisa, Verona, Genova, Bari e Lecce.La laicità indispensabileIl 30 novembre e il 1º dicembre 2003 l’UAAR ha organizzato presso la Sala dei Dioscuri al Quirinale, a Roma, il convegno La laicità indispensabile, una conferenza internazionale sponsorizzata dalla FHE e patrocinata dall’Ufficio per le Politiche della Multietnicità del Comune di Roma, nel quale hanno preso la parola giuristi affermati, rappresentanti del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati e ospiti internazionali.[72][73]. Dal 2011 si svolge a Venezia.Pubblicazioni
[modifica | modifica wikitesto]Rivista Nessun Dogma
[modifica | modifica wikitesto]| Nessun Dogma | |
|---|---|
| Stato | Italia |
| Lingua | italiano |
| Periodicità | bimestrale |
| Genere | stampa nazionale |
| Formato | magazine |
| Fondazione | 18 marzo 1991 |
| Sede | Roma |
| Editore | UAAR |
| Direttore | Raffaele Carcano |
| ISSN | 2704-856X (WC · ACNP) |
| Sito web | rivista.nessundogma.it |
| Modifica dati su Wikidata · Manuale | |
A partire dal 1996 l’Uaar ha diffuso un trimestrale associativo (dal 2003 bimestrale), L’Ateo. Nel 2019 il periodico ha cessato le pubblicazioni e, nel gennaio 2020, l’Unione ha lanciato la rivista Nessun Dogma – Agire laico per un mondo più umano. Nel comunicato stampa di presentazione si afferma che «la rivista è pensata per un pubblico che non si accontenta dell’informazione mainstream, spesso intrisa di clericalismo», sperando di rappresentare «il giornale di cui sentivate la mancanza, che corrisponde a ciò che volevate, in cui avete scoperto quello che speravate di trovare»[74].
Il primo numero, di 60 pagine, è stato messo a disposizione gratuitamente online, raffigura in copertina DJ Fabo e contiene, tra gli altri, un articolo di Franco Grillini e interviste a Nicola Colaianni, Silvia Bencivelli e Amin Maalouf. La rivista si presenta divisa in quattro sezioni: laicità, associazione, scienza e cultura.
Blog A ragion veduta
[modifica | modifica wikitesto]Il primo marzo 2005 l’Uaar ha creato uno spazio, Uaar Ultimissime, che inizialmente si limitava a riprendere notizie di altre fonti. Con il tempo è diventato un blog tra i più seguiti in Italia, su cui sono pubblicati i punti di vista dell’associazione sui temi d’attualità, i comunicati stampa, le “clericalate della settimana” e, mensilmente, le “Buone novelle laiche”[75]. Nel 2013 il suo nome è diventato A ragion veduta[76].
Progetto editoriale Nessun Dogma
[modifica | modifica wikitesto]All’inizio del 2012 è stato avviato il progetto editoriale Nessun dogma, attraverso il quale l’associazione ha pubblicato oltre quaranta titoli tra i quali (in quattro volumi) L’ateismo e la sua storia in Occidente di Fritz Mauthner, Homo credens di Michael Shermer, Il multiculturalismo e i suoi critici di Kenan Malik, O scienza o religione di Jerry A. Coyne, L’islam e il futuro della tolleranza di Sam Harris e Majid Nawaz, Pagine laiche di Valerio Pocar, Libro illustrato di argomentazioni errate di Ali Almossawi e Alejandro Giraldo, Il vento fra i capelli di Masih Alinejad.
Nel 2016 il progetto editoriale è stato insignito dalla Direzione generale Biblioteche e Istituti culturali del Ministero dei beni culturali di un Premio speciale per la traduzione «per l’alto livello qualitativo delle traduzioni, all’insegna della diffusione in Italia della cultura laica»[77].
Nel 2020 è stata inaugurata, sotto la direzione di Adele Orioli, la collana IURA, con il proposito di rendere fruibili testi giuridici specialistici legati al diritto di libertà di religione inteso anche e soprattutto come diritto alla libertà di non averne alcuna.[78]
Premi e riconoscimenti istituiti dall’UAAR
[modifica | modifica wikitesto]Premio Brian alla Mostra del Cinema di Venezia
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In occasione della 63ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia del 2006 l’UAAR presentò un riconoscimento che intende premiare «un film che evidenzi ed esalti i valori del laicismo, cioè la razionalità, il rispetto dei diritti umani, la democrazia, il pluralismo, la valorizzazione delle individualità, le libertà di coscienza, di espressione e di ricerca, il principio di pari opportunità nelle istituzioni pubbliche per tutti i cittadini, senza le frequenti distinzioni basate sul sesso, sull’identità di genere, sull’orientamento sessuale, sulle concezioni filosofiche o religiose»[79].
La prima edizione del premio, consistente in un globo d’oro contenente sfere di vetro, opera di Giovanni Corvaja, fu assegnato dalla giuria al film Azuloscurocasinegro (Blu scuro, quasi nero) di Daniel Sánchez Arévalo, un giovane regista spagnolo, con la seguente motivazione: «Questo bel film mostra con realismo e umorismo come la vita, i sentimenti, i desideri siano troppo complessi per essere ingabbiati nell’asfittico modello della “famiglia naturale” cara alle religioni. La Spagna contemporanea dà un’ulteriore indicazione per affrontare in modo aperto e laico un mondo che cambia»[80]. Nel 2007 fu organizzato tra i visitatori del sito ufficiale dell’associazione un sondaggio per determinare il nome da assegnare al premio. Il nome più votato risultò essere “Premio Brian” (ispirandosi al film Brian di Nazareth dei Monty Python)[81]. Il primo riconoscimento con tale nome fu ufficialmente consegnato a Sabina Guzzanti per il suo film Le ragioni dell’aragosta, alla 64ª Mostra del 2007.
Nel 2008 il premio fu assegnato a Khastegi (Tedium) del regista iraniano Bahman Motamedian che però lo rifiutò[82]. Negli anni successivi il premio andò ai film Lourdes di Jessica Hausner (2009), I baci mai dati di Roberta Torre (2010), Le idi di marzo di George Clooney (2011); il 2012 vide premiato Marco Bellocchio con il suo Bella addormentata, liberamente ispirato al caso Eluana Englaro sul tema dell’eutanasia; l’anno seguente il premio andò a Philomena di Stephen Frears e nel 2014 a Mita Tova – The Farewell Party, film israeliano di Tal Granit e Sharon Maymon, anch’esso incentrato sull’eutanasia. Nel 2015 il premio fu assegnato al film fuori concorso Il caso Spotllight sullo scandalo dei preti pedofili nella diocesi di Boston. Nel 2016 fu la volta di La ragazza del mondo, film di Marco Danieli sul mondo dei Testimoni di Geova. Nel 2017 la giuria dell’Uaar premiò il film francese Les bienheureux, nel 2018 Sulla mia pelle e nel 2019 la pellicola araba The perfect candidate. L’edizione 2020 del premio è andata a Quo vadis, Aida? di Jasmila Žbanić. Ad aggiudicarsi il premio del 2021 è stata la regista Audrey Diwan per il film La scelta di Anne – L’Événement[83]. Il premio 2022 è stato assegnato a Il signore delle formiche di Gianni Amelio[84][85][86], quello del 2023 a “Tatami” di Guy Nattiv e Zar Amir Ebrahimi[87][88][89][90], quello del 2024 a “La stanza accanto” di Pedro Almodóvar[91][92].
Ancora nel campo cinematografico nel 2011 l’UAAR finanziò parzialmente[93], tradusse e sottotitolò in italiano[93] e infine, nel 2014, distribuì in Italia il film franco–tunisino Laïcité, Inch’Allah! di Nadia El Fani[93][94].
Premio di laurea UAAR
[modifica | modifica wikitesto]Dal 2007 l’UAAR assegna annualmente tre premi che consistono in un assegno di 1000 euro da assegnarsi a tre studenti meritevoli laureatisi con una tesi considerata di notevole pregio e coerente con gli scopi sociali dell’UAAR.[95] Possono concorrere tutti coloro che presentino la propria tesi tra il 1º luglio dell’anno precedente a quello di assegnazione al 30 giugno di quello di assegnazione. I vincitori della prima edizione sono stati[96]:
- Chiara Pietroni, di Macerata (Università di Macerata): Paul Henri Thiry d’Holbach: Il buon senso;
- Michela Porcu, di Cagliari (Università di Siena): L’etica laica e l’etica cattolica in bioetica: un confronto tra paradigmi;
- Mauro Vinci, di Monopoli (Università di Bari): La pedagogia tra messaggio cattolico e messaggio laico.
Negli anni successivi sono stati assegnati oltre 40 premi.[97]


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